Fitta davanti alla coscia mentre calci o scatti, stiramento al quadricipite, strappo alla coscia: quasi sempre è il retto femorale, il muscolo del quadricipite più esposto agli strappi. Quanto ci vuole a guarire dipende soprattutto da dove si trova la lesione: ai bordi del muscolo oppure nel tendine centrale. In questa pagina trovi i tempi di recupero indicativi, cosa fare nei primi giorni, come leggere il referto e come si torna allo sport.
Questa pagina approfondisce la guida alle lesioni muscolari. Per la parte posteriore della coscia: strappo al bicipite femorale.
Il quadricipite, il grande muscolo davanti alla coscia, è formato da quattro muscoli: il retto femorale e tre vasti (mediale, intermedio e laterale). I vasti partono dal femore e lavorano solo sul ginocchio. Il retto femorale è diverso: attraversa sia l'anca sia il ginocchio, quindi piega l'anca e distende il ginocchio1.
Parte dal bacino con due tendini, uno diretto e uno indiretto, e dentro il ventre del muscolo corre un tendine centrale2,3. Questa struttura spiega perché le lesioni non sono tutte uguali: possono interessare il bordo del muscolo, il tendine centrale o i tendini vicino all'anca.
È il muscolo più spesso lesionato nella parte anteriore della coscia, soprattutto negli sport con scatti e calci2,4. Nel calcio professionistico le lesioni del quadricipite fermano il giocatore in media circa 12 giorni5.
Nello strappo il dolore compare in un momento preciso, di solito durante uno scatto o un calcio, e aumenta quando pieghi l'anca, sollevando il ginocchio, o distendi il ginocchio contro resistenza8. Nella contrattura il dolore è più diffuso, compare gradualmente o il giorno dopo lo sforzo, e non ci sono fibre rotte. Nella contusione, la "coscia morta", la causa è un colpo diretto sulla coscia, come una ginocchiata o una pallonata: il decorso è diverso e, se non viene seguita bene, può complicarsi con la formazione di tessuto osseo dentro il muscolo (miosite ossificante)8. I sintomi però non bastano a distinguere con certezza: lo fa l'ecografia.
Sono i segnali possibili di una rottura completa del muscolo o del tendine, che in alcuni casi richiede l'intervento: riconoscerla presto cambia la scelta del trattamento2,8.
Stiramento, strappo, elongazione e lesione sono parole diverse per la stessa cosa: un danno delle fibre del muscolo. La contrattura invece è un disturbo del muscolo senza fibre rotte, e per questo guarisce più in fretta.
Per stimare i tempi conta come viene classificata la lesione. La classificazione più usata, quella britannica (in sigla BAMIC), si basa sulla risonanza magnetica e descrive due aspetti9:
Nello studio sul retto femorale negli atleti d'élite di atletica, le lesioni di grado 1 sono tornate ad allenarsi prima di quelle di grado 2 e 3; le lesioni estese di grado 3 si sono ripresentate più spesso, quelle ai bordi del muscolo meno spesso4. Molti referti usano ancora una scala più semplice, da 1 a 3 (vecchia classificazione): primo grado con poche fibre coinvolte, secondo grado con una rottura parziale, terzo grado con una rottura completa. Vedi la tabella dei tempi →
Capita anche di sentire lesione di basso grado, di medio grado o di alto grado. Sono modi di dire, non una classificazione ufficiale: in genere indicano una lesione lieve (primo grado, vecchia classificazione), moderata (secondo grado) ed estesa o completa (terzo grado). Anche con un grado basso, se la lesione coinvolge il tendine centrale i tempi si allungano.
Il tempo di recupero dipende da due cose che il referto riporta: quanto è estesa la lesione e in quale punto si trova. La classificazione britannica (in sigla BAMIC) le riassume in un numero e in una lettera, per esempio 1a o 2c9. I tempi della tabella vengono dallo studio più ampio sul retto femorale che usa questa classificazione, su atleti d'élite di atletica, e indicano il ritorno all'allenamento completo4. Per alcune classi i casi studiati sono pochi: i numeri sono indicativi e la stima per il tuo caso si fa dopo la visita e l'ecografia.
Come si legge la sigla. Il numero, da 0 a 4, dice quanto è estesa la lesione. La lettera dice dove si trova: a al bordo del muscolo, vicino alla fascia che lo avvolge (giunzione miofasciale); b dove il muscolo si unisce al tendine (giunzione miotendinea); c dentro il tendine.
| Sigla | Come si dice spesso | Cosa vuol dire | Ritorno all'allenamento |
|---|---|---|---|
| 0a · 0blieve | Contrattura, indolenzimento, lesione di grado 0 | Dolore senza fibre rotte visibili agli esami. | Circa 1,5 settimaneIn media 9 giorni. |
| 1alieve | Primo grado (vecchia classificazione), lesione di basso grado, stiramento lieve | Piccola lesione al bordo del muscolo. | Circa 2 settimaneIn media 13 giorni. Le lesioni ai bordi del muscolo sono anche quelle che si ripresentano meno. |
| 1blieve, vicino al tendine | Primo grado (vecchia classificazione), lesione di basso grado | Piccola lesione dove il muscolo si unisce al tendine. | Circa 2 settimanePochissimi casi studiati. |
| 2amoderata | Secondo grado (vecchia classificazione), lesione di medio grado, strappo | Lesione moderata al bordo del muscolo. | Circa 3,5 settimaneIn media 26 giorni, pochi casi. |
| 2bmoderata, vicino al tendine | Secondo grado (vecchia classificazione), lesione di medio grado, strappo | Lesione moderata dove il muscolo si unisce al tendine. | Circa 3–3,5 settimaneIn media 24 giorni, pochi casi. |
| 2cmoderata, nel tendine | Secondo grado o medio grado con interessamento del tendine | Lesione moderata che entra nel tendine centrale, dentro il muscolo. | Circa 6 settimaneIn media 42 giorni, molto variabile. Le lesioni nel tendine si ripresentano più spesso. |
| 3a · 3bestesa | Lesione di alto grado, secondo grado esteso (vecchia classificazione) | Lesione estesa del muscolo o della giunzione con il tendine; il tendine è integro. | Circa 4–5 settimaneIn media 26–34 giorni, pochi casi. Le lesioni di grado 3 si ripresentano più spesso. |
| 3cestesa, nel tendine | Lesione di alto grado con interessamento del tendine | Lesione estesa che coinvolge il tendine centrale. | Circa 5–6 settimane, molto variabileIn media 35 giorni, pochi casi; ricadute frequenti. |
| 4 · 4crottura completa | Terzo grado (vecchia classificazione), rottura completa, distacco del tendine | Il muscolo o il tendine vicino all'anca sono rotti da parte a parte. | Da 6 settimane a 4 mesi e piùNegli sprinter con rottura del tendine libero vicino all'anca, in media circa 130 giorni. Senza intervento 6–12 settimane nei giocatori di football americano; dopo l'intervento circa 16 settimane nei calciatori. |
Fonti dei dati in tabella: bibliografia 4, 10–11.
In sintesi, per chi ha solo il grado: lesione di basso grado (primo grado, vecchia classificazione) circa 2 settimane; lesione di medio grado (secondo grado) circa 3–4 settimane, circa 6 se entra nel tendine; lesione di alto grado circa 4–6 settimane; rottura completa o distacco del tendine, da 6 settimane a diversi mesi. In media, negli atleti d'élite di atletica il ritorno all'allenamento è arrivato dopo circa 3 settimane4; nel football australiano il ritorno in campo dopo circa 25 giorni, e le lesioni del retto femorale hanno richiesto circa 2 settimane in più di quelle dei vasti, gli altri muscoli del quadricipite12.
Le ricadute sono frequenti nei primi mesi: nel football australiano hanno riguardato solo il retto femorale, soprattutto calciando, e 7 su 10 sono arrivate entro 6 mesi12. Per le lesioni estese e per quelle che entrano nel tendine il rischio di ricaduta è più alto: il recupero va completato anche quando il dolore è sparito4.
Tre punti del retto femorale guariscono più lentamente o si ripresentano più spesso. Se il referto li nomina, i tempi della tabella vanno rivisti verso l'alto.
Dentro il muscolo, lungo il centro della coscia.
Quando la lesione lo coinvolge, circa 4 settimane in media (27 giorni), contro circa 9 giorni per le lesioni ai bordi del muscolo3. Nell'atletica le lesioni nel tendine hanno richiesto più tempo e si sono ripresentate più spesso4.
Dentro il retto femorale, che è fatto come un muscolo racchiuso in un altro.
La parte interna, con il suo tendine, si stacca da quella esterna. Riguarda circa 9 lesioni del retto femorale su 100 e può dare una "palla" che si sente sulla coscia: va riconosciuta per impostare un recupero più prudente13.
In alto, dove il muscolo parte dal bacino con un tendine diretto e uno indiretto.
La rottura completa o il distacco richiedono da 6 settimane a 4 mesi e più4,10,11. Nelle lesioni gravi di questa zona le ricadute arrivano fino a 2 su 3, e in alcuni casi l'intervento aiuta a tornare allo sport14.
Interpretare un'ecografia o una risonanza ed eseguire test funzionali è alla base di una buona diagnosi, da cui dipendono i tempi di recupero effettivi e il percorso di riabilitazione. Se abiti lontano o non puoi spostarti, la visita si fa in videochiamata (televalutazione): guardiamo insieme le immagini di ecografia e risonanza e leggiamo insieme il referto, poi faccio l'anamnesi, eseguiamo test funzionali specifici e definiamo i tuoi obiettivi funzionali e sportivi. Su questa base preparo il tuo piano riabilitativo, da seguire con un fisioterapista vicino a te. Costa 75 €, piano incluso. Come funziona →
Corre dentro il ventre del muscolo. Nello studio sui giocatori di football australiano, la lesione che lo coinvolge è stata definita la diagnosi da non sottovalutare: il ritorno all'allenamento ha richiesto in media 27 giorni, contro 9 per le lesioni periferiche3. Anche negli atleti di atletica le lesioni che entrano nel tendine hanno richiesto più tempo4.
Il retto femorale si attacca al bacino con due tendini, diretto e indiretto. Ognuno può lesionarsi nel punto di attacco, dentro il tendine o alla giunzione con il muscolo. Le lesioni del tendine indiretto possono passare inosservate, e quando sono coinvolti entrambi i tendini o la rottura è completa il trattamento cambia e in alcuni casi si valuta l'intervento2.
La diagnosi parte dalla visita: come è successo, dove fa male, quanto dolore danno il sollevamento del ginocchio e l'estensione contro resistenza, quanta forza manca rispetto all'altra gamba8. L'ecografia, idealmente 48 ore dopo l'infortunio, mostra quale muscolo è lesionato, in quale punto e per quale estensione, e permette di seguire la guarigione nel tempo15.
La risonanza magnetica è più sensibile e può mostrare anche lesioni di bassa gravità; da sola non decide il percorso di riabilitazione, che dipende dalla visita e dai test funzionali15.
La risonanza serve in casi selezionati: sospetta rottura completa del tendine vicino all'anca, con possibile retrazione, lesioni profonde o dubbi dopo l'ecografia, prima di un eventuale intervento2,8.
Visita ed ecografia si fanno nella stessa seduta: ecografia muscolare a Modena →
Le parole più frequenti nei referti di una lesione del retto femorale, spiegate in modo semplice.
Il referto va sempre letto insieme alla visita: la stessa parola può indicare situazioni diverse. Se abiti lontano, posso valutare il referto e le immagini anche in videochiamata: valutazione a distanza →
Il recupero si basa su un carico progressivo, adattato alla sede della lesione: le lesioni che entrano nel tendine richiedono una progressione più lenta di quelle ai bordi del muscolo4. Si torna allo sport quando i test sono superati: niente dolore, forza simile all'altra gamba nel piegare l'anca e nel distendere il ginocchio, corsa alla massima velocità e gesti del proprio sport, calci compresi.
Il rischio di ricaduta è più alto per le lesioni estese e per quelle che coinvolgono il tendine4: per questo serve completare il rinforzo anche dopo la scomparsa del dolore.
È il trattamento con più prove nelle lesioni muscolari. Iniziare presto e aumentare il carico per gradi accorcia il ritorno allo sport7.
Utile per il dolore nei primi giorni, senza esagerare; non accelera la guarigione6.
A parte casi estremamente rari, non ha senso usarle. Nello studio più autorevole sulle lesioni muscolari acute non hanno dato vantaggi rispetto a un'iniezione di soluzione fisiologica16; le revisioni trovano al massimo un piccolo vantaggio, con prove di qualità bassa17.
Si valuta per la rottura completa del tendine, soprattutto se i due lati si sono allontanati. Le lesioni del solo muscolo si curano in genere con la riabilitazione8.
Tempi di recupero
Dipende dall'estensione e dalla sede. Tempi medi indicativi per tornare ad allenarsi: circa 2 settimane per una lesione piccola (primo grado, vecchia classificazione), circa 3–4 settimane per una moderata (secondo grado), circa 6 settimane se entra nel tendine centrale, 4–6 settimane per una lesione estesa; da 6 settimane a 4 mesi e più per la rottura completa o il distacco del tendine vicino all'anca. La stima per il tuo caso si fa dopo la visita e l'ecografia. Vedi la tabella dei tempi →
"Stiramento" non indica una lesione più lieve: è solo un altro nome per la lesione muscolare. Se il danno è piccolo e ai bordi del muscolo servono in media circa 9 giorni; se coinvolge il tendine centrale, circa 4 settimane. Vedi la tabella dei tempi →
Strappo, stiramento e lesione sono la stessa cosa, quindi i tempi sono gli stessi: da circa 9 giorni per una lesione periferica a circa 4 settimane per una lesione del tendine centrale. Si torna allo sport quando sono soddisfatti i criteri, non a una data fissa.
Fermo del tutto solo pochi giorni: si cammina appena non fa male e si iniziano presto esercizi dolci. Il ritorno allo sport richiede in media da circa 9 giorni per una lesione ai bordi del muscolo a circa 4 settimane se è coinvolto il tendine centrale. Per sapere in quale caso sei serve l'ecografia. Tabella dei tempi →
Nella maggior parte dei casi sì: il retto femorale è il muscolo del quadricipite che si lesiona più spesso negli scatti e nei calci. Le lesioni dei vasti, gli altri tre muscoli del quadricipite, sono meno frequenti e in genere guariscono in pochi giorni. Nel calcio professionistico le lesioni del quadricipite fermano il giocatore in media circa 12 giorni.
Sono modi di dire, non una classificazione ufficiale. In genere "basso grado" indica una lesione lieve (primo grado, vecchia classificazione, classe 1 della classificazione britannica): circa 2 settimane. "Medio grado" una lesione moderata (secondo grado, classe 2): circa 3–4 settimane, circa 6 se entra nel tendine centrale. "Alto grado" una lesione estesa (classe 3), circa 4–6 settimane, o una rottura completa (terzo grado, classe 4), da 6 settimane a 4 mesi e più. Approfondisci →
"Primo, secondo o terzo grado" è la vecchia classificazione. Da sola non basta a prevedere i tempi: conta molto anche la sede. In media una lesione di primo grado richiede circa 2 settimane, una di secondo grado circa 3–4 settimane, ma circa 6 se entra nel tendine centrale; nella rottura completa del tendine (terzo grado) servono da 6 settimane a 4 mesi e più. Approfondisci →
Sono lesioni piccole (1a, 1b) o moderate (2a, 2b) che non entrano nel tendine. Negli atleti d'élite di atletica il ritorno all'allenamento completo è avvenuto in media dopo circa 2 settimane per le lesioni di classe 1 e dopo 24–26 giorni, circa 3,5 settimane, per quelle di classe 2. Vedi la tabella dei tempi →
Sono lesioni che entrano nel tendine centrale del muscolo, moderate (2c) o estese (3c). Negli atleti d'élite di atletica il ritorno all'allenamento completo è avvenuto in media dopo circa 5–6 settimane, con molta variabilità, e queste lesioni si sono ripresentate più spesso delle altre. Vedi la tabella dei tempi →
Il retto femorale è fatto come un muscolo racchiuso in un altro: in questa lesione la parte interna, con il suo tendine, si stacca da quella esterna. Riguarda circa 9 lesioni del retto femorale su 100 e può dare una "palla" che si sente sulla coscia. Va riconosciuta con gli esami per impostare un recupero più prudente. Punti vulnerabili →
La corsa leggera si riprende quando camminare e la vita quotidiana non danno più dolore, e la velocità si aumenta per gradi. Lo sprint alla massima velocità e il calcio al pallone con forza sono tra gli ultimi passi: si torna quando non fanno male e la forza è simile all'altra gamba.
Le cause più frequenti sono una lesione del tendine centrale non riconosciuta, che richiede più tempo, e un ritorno allo sport prima di aver recuperato la forza. Le lesioni estese e quelle che entrano nel tendine si ripresentano più spesso. Una nuova valutazione con ecografia e test funzionali aiuta a capire cosa manca. I punti delicati →
Primi giorni
Fermati, proteggi la gamba evitando i movimenti che fanno male, usa una fascia elastica e tieni la gamba sollevata. Il ghiaccio può servire per il dolore; evita stretching, massaggi forti e antinfiammatori presi di routine. Cammina se non fa male e inizia presto esercizi dolci. L'ecografia è più utile idealmente 48 ore dopo l'infortunio. Approfondisci →
Sì, se non fa male: camminare e iniziare presto esercizi dolci aiuta la guarigione. Se zoppichi molto o non riesci a sollevare la gamba, serve una visita entro pochi giorni.
No: un colpo diretto, come una ginocchiata o una pallonata, causa una contusione, cioè uno schiacciamento del muscolo contro il femore. Il decorso è diverso da quello di uno strappo e va seguito bene, perché in alcuni casi si forma tessuto osseo dentro il muscolo (miosite ossificante). Se il gonfiore è importante o il ginocchio si piega poco, fai una visita. Approfondisci →
Nello strappo il dolore è improvviso, compare in un momento preciso durante uno scatto o un calcio e aumenta quando sollevi il ginocchio o distendi la gamba contro resistenza. Nella contrattura il dolore è più diffuso e compare gradualmente o il giorno dopo lo sforzo. A distinguerli con certezza è l'ecografia.
Uno schiocco netto nella parte alta della coscia o all'inguine, difficoltà a sollevare la gamba, un incavo o una "palla" che senti lungo il muscolo e un livido esteso possono indicare una rottura completa del muscolo o del tendine. In questi casi serve una visita entro pochi giorni, perché in alcuni casi si valuta l'intervento. Approfondisci →
Anatomia, diagnosi e referto
Nella maggior parte dei casi l'ecografia: si fa durante la visita insieme ai test funzionali, è dinamica e facilmente ripetibile nei controlli. La risonanza serve in casi selezionati, per esempio se si sospetta una rottura completa del tendine vicino all'anca o prima di un eventuale intervento. Approfondisci →
Che la lesione coinvolge il tendine che corre dentro il retto femorale. È la lesione a cui prestare più attenzione: il ritorno all'allenamento richiede in media circa 4 settimane, contro circa 9 giorni per le lesioni ai bordi del muscolo. Come leggere il referto →
Sì. Il retto femorale parte dal bacino con due tendini vicino all'anca, e le lesioni in questa zona danno dolore alto, quasi all'inguine. Anche il retto femorale è un flessore dell'anca, come lo psoas, e il dolore all'inguine ha molte cause possibili: per distinguerle servono la visita e l'ecografia. Pubalgia e dolore all'inguine →
Recupero, terapie e casi particolari
A parte casi estremamente rari, non ha senso usarle. Nello studio più autorevole sulle lesioni muscolari acute non hanno dato vantaggi rispetto a un'iniezione di soluzione fisiologica. La riabilitazione con carico progressivo resta il trattamento con più prove. Approfondisci →
Di solito no: le lesioni del muscolo si curano con la riabilitazione. L'intervento si valuta per la rottura completa del tendine vicino all'anca, soprattutto se i due lati si sono allontanati. Per decidere servono la visita, l'ecografia e spesso la risonanza.
Nei ragazzi in crescita il punto debole è spesso l'osso, non il muscolo: il tendine diretto del retto femorale può staccare un pezzetto dell'osso del bacino a cui si attacca. Serve una visita con esami diagnostici per capirlo e impostare il recupero.
Sì. Con la televalutazione in videochiamata guardiamo insieme le immagini di ecografia e risonanza e leggiamo insieme il referto. Poi faccio l'anamnesi, eseguiamo test funzionali specifici e definiamo gli obiettivi funzionali e sportivi. Sulla base di tutto questo ti preparo il piano riabilitativo, da seguire con un fisioterapista vicino a casa o in teleriabilitazione. Costa 75 €, piano riabilitativo incluso. Valutazione a distanza →
Visita ed ecografia si fanno nella stessa seduta nei centri dove ricevo, a Modena, Maranello, Casalecchio di Reno e Carpi. Ecografia muscolare a Modena →
I contenuti di questa pagina sono basati sulla letteratura scientifica citata di seguito. Tocca una voce per vedere la citazione completa.
Puoi fare la valutazione in telemedicina, in videochiamata anche dall'ufficio, e ricevere un piano riabilitativo su misura. Valutazione a distanza e teleriabilitazione →
Visita clinica ed ecografia nella stessa seduta, per capire se è coinvolto il tendine centrale e impostare un recupero su misura.