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Domande frequenti

Domande frequenti su ecografia, infiltrazioni e infortuni sportivi

Hai male al ginocchio quando corri, alla spalla, alla caviglia o a un tendine? Qui trovi le cause più frequenti di questi problemi ortopedici dello sportivo, quando serve l'ecografia, come funzionano le infiltrazioni, quanto costa la visita e i tempi di recupero.

Hai un dolore: da dove partire

Ho male al ginocchio quando corro: cosa può essere?

Il dolore al ginocchio in chi corre ha diverse cause possibili, che si distinguono soprattutto in base al punto preciso in cui fa male. Se il dolore è davanti, intorno o dietro la rotula, e peggiora scendendo le scale o dopo essere stati seduti a lungo, la causa più frequente è la sindrome femoro-rotulea, il cosiddetto ginocchio del corridore. Se invece è sul lato esterno e compare dopo un po' di chilometri, si pensa alla sindrome della bandelletta ileotibiale. Se il dolore è appena sotto la rotula e peggiora nei salti, si tratta più probabilmente di una tendinopatia rotulea, cioè una tendinite del tendine rotuleo. Sono condizioni diverse, con trattamenti diversi: solo la valutazione clinica associata all'ecografia permette di distinguerle con certezza ed evitare di trattare la struttura sbagliata.

Approfondisci: Ginocchio del corridore · Bandelletta ileotibiale · Tendinite rotulea

Mi fa male la spalla e faccio fatica ad alzare il braccio: cosa può essere?

Il dolore alla spalla con difficoltà ad alzare il braccio ha alcune cause tipiche. La più frequente è la tendinopatia della cuffia dei rotatori, cioè la tendinite dei tendini che stabilizzano la spalla, comune in chi pratica sport sopra la testa come pallavolo, nuoto e tennis, ma anche in chi lavora con le braccia sollevate. Se oltre al dolore c'è una rigidità che peggiora progressivamente e limita il movimento anche quando è qualcun altro a muovere il braccio, va considerata la capsulite adesiva, la cosiddetta spalla congelata. Un'altra possibilità è la borsite. L'ecografia permette di distinguere queste condizioni nel corso della stessa visita e di impostare subito il trattamento corretto.

Approfondisci: Cuffia dei rotatori · Spalla congelata · Borsite

Ho male alla caviglia o alla gamba mentre corro: cosa può essere?

Dipende molto da dove si localizza il dolore. Un dolore dietro la caviglia, sul tendine d'Achille, che è più intenso ai primi passi e si attenua scaldandosi, orienta verso una tendinopatia achillea, cioè la tendinite d'Achille. Un dolore lungo il bordo interno della tibia, comparso dopo un aumento dei carichi o correndo su superfici dure, fa pensare alla sindrome da stress cronico tibiale, comunemente chiamata periostite tibiale. Se invece il dolore è sotto il tallone, si valuta la fasciopatia plantare. Nel caso di un dolore acuto comparso dopo un movimento in torsione, con gonfiore, si tratta più probabilmente di una distorsione. La valutazione ecografica serve proprio a distinguere queste situazioni, e in caso di dolore osseo persistente a escludere una frattura da stress.

Approfondisci: Tendinite d'Achille · Periostite tibiale · Fascite plantare · Distorsione

Ho male al tallone appena appoggio il piede la mattina: cosa può essere?

Il dolore sotto al tallone più intenso ai primi passi del mattino, che si attenua camminando per poi ripresentarsi dopo essere stati fermi a lungo, è il quadro tipico della fasciopatia plantare, conosciuta comunemente come fascite plantare. È molto frequente in chi corre, in chi sta molte ore in piedi e in chi ha aumentato di recente i carichi di allenamento. L'ecografia consente di valutare direttamente lo stato della fascia plantare, misurarne lo spessore e confermare la diagnosi nel corso della visita.

Approfondisci: Fascite plantare · Ecografia del piede

Ho male al gomito quando stringo o sollevo un peso: cosa può essere?

Anche in questo caso il punto preciso del dolore orienta la diagnosi. Un dolore sul lato esterno del gomito, che peggiora stringendo la mano o sollevando oggetti a palmo in giù, indica tipicamente un'epicondilite, il cosiddetto gomito del tennista. Un dolore sul lato interno, che peggiora nei movimenti di flessione del polso, orienta invece verso un'epitrocleite, il gomito del golfista. Entrambe sono frequenti anche in chi non pratica quegli sport, per esempio in chi svolge lavori manuali ripetitivi. L'ecografia permette di valutare direttamente lo stato dei tendini interessati.

Approfondisci: Epicondilite · Epitrocleite · Ecografia del gomito

Spalla, gomito e mano

Tendinopatia della cuffia dei rotatori (tendinite della spalla): quando è frequente e come si tratta?

La tendinopatia della cuffia dei rotatori, la tendinite della spalla, è un problema ortopedico molto frequente in chi pratica sport che richiedono il movimento ripetuto del braccio sopra la testa, come pallavolo, nuoto, tennis e pallamano, ma anche in chi svolge lavori manuali con le braccia sollevate o, con il passare degli anni, per cause degenerative legate all'età. Il sintomo più caratteristico è il dolore alla spalla di notte, spesso tale da impedire di dormire sul lato coinvolto. Può associarsi a lesioni parziali o complete dei tendini della cuffia: solo alcuni casi selezionati, individuati sulla base della valutazione clinica ed ecografica, richiedono un trattamento chirurgico. Nella maggior parte dei casi tratto la cuffia dei rotatori con l'esercizio fisico adattato, mirato a correggere la postura, rinforzare i tendini stessi e rieducare il gesto motorio specifico dello sport o dell'attività svolta.

Approfondisci: La guida alle tendinopatie

Capsulite adesiva o spalla congelata: come si tratta?

La capsulite adesiva, conosciuta anche come spalla congelata, è una condizione caratterizzata da dolore e da una progressiva rigidità della spalla, con una marcata limitazione dei movimenti sia attivi che passivi: molti pazienti la descrivono semplicemente come una spalla "bloccata". La tratto con idrodistensione ecoguidata: eseguo un'infiltrazione articolare sotto guida ecografica con cortisonico ad alto volume, un trattamento considerato il gold standard per ottenere una rapida ripresa funzionale e la risoluzione del dolore. Dopo la procedura, rilascio al paziente un protocollo di esercizi adattato alla sua situazione specifica, da svolgere in affiancamento a un percorso di fisioterapia con un professionista.

Borsite di spalla o anca: cos'è e come si tratta?

La borsite è l'infiammazione di una borsa sierosa, il piccolo cuscinetto che riduce l'attrito tra tendini e osso: le sedi più frequenti sono la spalla e l'anca. L'ecografia consente di visualizzarla direttamente, misurarne l'entità e distinguere una borsite isolata da una condizione associata a sofferenza tendinea, cosa che cambia il trattamento. Quando indicato, l'infiltrazione ecoguidata permette di raggiungere la borsa con precisione; il percorso si completa con l'esercizio fisico adattato per correggere il sovraccarico che l'ha causata.

Epicondilite: quando è frequente e cosa la scatena?

L'epicondilite, il cosiddetto gomito del tennista, è tipica di chi gioca a tennis, soprattutto nel colpo di rovescio, ma anche di chi lavora ripetutamente con polso e avambraccio (attività manuali, uso prolungato del mouse). Il dolore si trova sulla parte esterna del gomito e si accentua stringendo oggetti, sollevando pesi con il palmo rivolto verso il basso o ruotando il polso, ad esempio avvitando o stringendo una mano. Il primo passo fondamentale è la valutazione clinica con esame ecografico, per capire lo stato reale del tendine. Sulla base di questo si stabilisce il carico giusto da dare in fase di recupero: il caposaldo della terapia è l'esercizio fisico adattato, che fornisce lo stimolo corretto perché il tendine si rinforzi e sia in grado di gestire il carico specifico dello sport e delle attività quotidiane. Come terapia di supporto, in alcuni casi si possono affiancare procedure interventistiche ecoguidate.

Approfondisci: La guida alle tendinopatie · Epitrocleite

Epitrocleite: quando è frequente e cosa la scatena?

L'epitrocleite, il cosiddetto gomito del golfista, è frequente in chi pratica golf, ma anche negli sport di lancio e nel sollevamento pesi. Il dolore si trova sulla parte interna del gomito e si accentua nei movimenti di flessione del polso e nella presa forte, come nello swing del golf o nel sollevamento con presa a martello. Il primo passo fondamentale è la valutazione clinica con esame ecografico, per capire lo stato reale del tendine. Sulla base di questo si stabilisce il carico giusto da dare in fase di recupero: il caposaldo della terapia è l'esercizio fisico adattato, che fornisce lo stimolo corretto perché il tendine si rinforzi e sia in grado di gestire il carico specifico dello sport e delle attività quotidiane. Come terapia di supporto, in alcuni casi si possono affiancare procedure interventistiche ecoguidate.

Dito a scatto e sindrome del tunnel carpale: come si trattano?

Sono due condizioni comuni di mano e polso. Nel dito a scatto il tendine flessore fatica a scorrere nella sua guaina e produce lo scatto caratteristico durante la flessione del dito. Nella sindrome del tunnel carpale il nervo mediano è compresso al polso, con formicolio e riduzione della sensibilità alle prime dita, tipicamente notturni. In entrambi i casi l'ecografia permette di confermare la diagnosi e di eseguire, quando indicato, un'infiltrazione ecoguidata mirata, che nei casi non avanzati può risolvere il problema evitando la chirurgia.

Sindrome di De Quervain: cos'è e come si tratta?

È un'infiammazione dei tendini del pollice nel punto in cui scorrono a livello del polso, nella loro guaina, a livello del processo stiloideo del radio. Si manifesta con dolore alla base del pollice e sul lato del polso, che peggiora afferrando oggetti, ruotando il polso o sollevando un bambino in braccio — è infatti frequente nelle neomamme, oltre che in chi svolge lavori o sport ripetitivi con questo gesto. Il trattamento si basa in primo luogo sull'ottimizzazione del carico di lavoro, per ridurre lo stress meccanico sui tendini coinvolti, e su un programma di rinforzo mirato. Quando necessario, si può affiancare l'uso di un tutore per il pollice che limita il movimento nella fase più dolorosa, e in casi selezionati un'infiltrazione ecoguidata nella guaina tendinea, per accelerare la risoluzione dell'infiammazione e ridurre il dolore.

Ginocchio, anca e bacino

Sindrome femoro-rotulea o "ginocchio del corridore": cos'è e come si tratta?

È una delle cause più frequenti di dolore al ginocchio in chi corre, tanto da essere comunemente chiamata "ginocchio del corridore". Il dolore si manifesta tipicamente nella parte anteriore del ginocchio, intorno o dietro la rotula, e peggiora scendendo le scale, dopo essere stati seduti a lungo o aumentando i chilometri di corsa. La valutazione clinica ed ecografica permette di individuare gli squilibri di carico e le cause biomeccaniche alla base del disturbo. Il trattamento si basa sull'esercizio fisico adattato, mirato a correggere la meccanica della corsa e rinforzare la muscolatura che stabilizza il ginocchio, per un ritorno graduale e sicuro all'attività — con lo stesso approccio descritto per il ritorno alla corsa dopo un infortunio in generale.

Sindrome della bandelletta ileotibiale: cos'è e come si tratta?

La sindrome della bandelletta ileotibiale è una delle cause più comuni di dolore al lato esterno del ginocchio nei runner, dovuta all'irritazione della bandelletta nel punto in cui scorre sopra il condilo femorale. Può essere legata a un aumento troppo rapido dei carichi di allenamento o a squilibri biomeccanici. La valutazione ecografica aiuta a inquadrare il problema, mentre il trattamento si basa su un programma di esercizio fisico adattato per correggere gli squilibri di carico e permettere un ritorno progressivo alla corsa.

Tendinopatia rotulea (tendinite rotulea): quando è frequente e cosa la scatena?

Conosciuta anche come "ginocchio del saltatore", è frequente in pallavolo, basket e atletica, sport con salti ripetuti. Il dolore è localizzato alla punta della rotula e si accentua nello stacco e nell'atterraggio dai salti, nella fase di discesa dello squat, e scendendo le scale o un pendio. Il primo passo fondamentale è la valutazione clinica con esame ecografico, per capire lo stato reale del tendine. Sulla base di questo si stabilisce il carico giusto da dare in fase di recupero: il caposaldo della terapia è l'esercizio fisico adattato, che fornisce lo stimolo corretto perché il tendine si rinforzi e sia in grado di gestire il carico specifico dello sport e delle attività quotidiane. Come terapia di supporto, in alcuni casi si possono affiancare procedure interventistiche ecoguidate.

Approfondisci: La guida alle tendinopatie

Lesione del legamento crociato: quando serve la chirurgia?

La lesione del legamento crociato anteriore è uno degli infortuni ortopedici più noti nello sport, tipica degli sport con cambi di direzione e contrasto, come calcio, sci e basket. Per la diagnosi il riferimento è la valutazione clinica associata alla risonanza magnetica, mentre l'ecografia è utile per studiare le strutture associate spesso coinvolte nello stesso trauma. Non tutte le lesioni richiedono un intervento: la decisione dipende dal grado di instabilità, dall'età, dal livello di attività e dagli obiettivi sportivi della persona. Il mio ruolo è inquadrare il problema, indirizzare alla valutazione chirurgica quando indicata e seguire il percorso di recupero, sia nel trattamento conservativo sia nella riabilitazione dopo l'intervento.

Pubalgia: cos'è e come si tratta?

La pubalgia è un dolore nella regione inguinale e pubica molto frequente in chi pratica calcio, corsa e sport con cambi di direzione. Sotto lo stesso nome si raccolgono cause diverse — tendinee, muscolari o articolari — ed è proprio per questo che la valutazione clinica integrata dall'ecografia è determinante per capire quale struttura sia realmente coinvolta. Il trattamento si basa sull'esercizio fisico adattato, mirato alla struttura interessata e al gesto sportivo specifico.

Approfondisci: Lesioni muscolari degli adduttori

Tendinopatia ischiatica (tendinite ischiatica): quando è frequente e cosa la scatena?

Colpisce spesso velocisti, ostacolisti, ballerini e chi pratica sport con sprint ripetuti e cambi di direzione. Il dolore è profondo, nella parte alta e posteriore della coscia, vicino alla natica, e si accentua durante lo sprint, negli affondi, nello stretching in allungo e restando seduti a lungo. Il primo passo fondamentale è la valutazione clinica con esame ecografico, per capire lo stato reale del tendine. Sulla base di questo si stabilisce il carico giusto da dare in fase di recupero: il caposaldo della terapia è l'esercizio fisico adattato, che fornisce lo stimolo corretto perché il tendine si rinforzi e sia in grado di gestire il carico specifico dello sport e delle attività quotidiane. Come terapia di supporto, in alcuni casi si possono affiancare procedure interventistiche ecoguidate.

Approfondisci: La guida alle tendinopatie

Sindrome del piriforme: quando è davvero la causa del dolore gluteo?

Il dolore in sede glutea viene spesso attribuito con troppa facilità alla sindrome del piriforme, ma nella pratica clinica questa è raramente la causa reale. Molto più frequentemente il dolore dipende da una tendinopatia ischiatica, da una patologia dell'anca, da una sofferenza dell'articolazione sacroiliaca o da un'origine lombare, come la sciatalgia. Proprio per questo la diagnosi differenziale è il passaggio decisivo: la valutazione clinica accurata, integrata dall'esame ecografico, permette di distinguere fra queste condizioni ed evitare di trattare la struttura sbagliata, errore che spiega buona parte degli insuccessi terapeutici. Solo quando il piriforme risulta effettivamente coinvolto il trattamento si concentra su di esso, con un programma di esercizio fisico adattato e, in casi selezionati, una procedura infiltrativa ecoguidata.

Caviglia, piede e gamba

Tendinopatia achillea (tendinite d'Achille): quando è frequente e cosa la scatena?

La tendinopatia achillea, la tendinite d'Achille, è una condizione molto comune in chi corre (podisti, mezzofondisti, maratoneti) e in chi pratica sport con salti ripetuti come pallavolo e basket. Il dolore si manifesta tipicamente nella fase di spinta della corsa, salendo le scale, nei balzi e nei cambi di ritmo, ed è spesso più intenso e rigido al mattino, nei primi passi dopo essersi alzati dal letto. Il primo passo fondamentale è la valutazione clinica con esame ecografico, per capire lo stato reale del tendine. Sulla base di questo si stabilisce il carico giusto da dare in fase di recupero: il caposaldo della terapia è l'esercizio fisico adattato, che fornisce lo stimolo corretto perché il tendine si rinforzi e sia in grado di gestire il carico specifico dello sport e delle attività quotidiane. Come terapia di supporto, in alcuni casi si possono affiancare procedure interventistiche ecoguidate.

Approfondisci: La guida alle tendinopatie

Fasciopatia plantare (fascite plantare): quando è frequente e cosa la scatena?

La fasciopatia plantare, la fascite plantare, è comune in chi corre, cammina su lunghe distanze o si allena spesso su terreni duri. Il dolore tipico è sotto il tallone, più intenso nei primi passi del mattino o dopo un periodo di riposo, tende ad attenuarsi con il movimento per poi ripresentarsi a fine giornata, ed è spesso accentuato camminando scalzi o su superfici rigide. Il primo passo fondamentale è la valutazione clinica con esame ecografico, per capire lo stato reale del fascia plantare. Sulla base di questo si stabilisce il carico giusto da dare in fase di recupero: il caposaldo della terapia è l'esercizio fisico adattato, che fornisce lo stimolo corretto perché il fascia plantare si rinforzi e sia in grado di gestire il carico specifico dello sport e delle attività quotidiane. Come terapia di supporto, in alcuni casi si possono affiancare procedure interventistiche ecoguidate.

Approfondisci: La guida alle tendinopatie

Sindrome da stress cronico tibiale (periostite tibiale): cos'è e come si tratta?

La sindrome da stress cronico tibiale, comunemente chiamata periostite tibiale, è un dolore lungo il bordo interno della tibia, molto comune in chi corre, soprattutto dopo un aumento repentino di volume o intensità dell'allenamento, o correndo su superfici dure. La valutazione clinica ed ecografica permette di distinguerla da altre cause di dolore alla gamba, comprese le fratture da stress. Il trattamento prevede una gestione attenta del carico di allenamento e un programma di esercizio fisico adattato per il recupero e la prevenzione delle recidive.

Distorsione di caviglia: cosa fare e quanto dura il recupero?

È uno degli infortuni più frequenti in assoluto nello sport. Il tempo di recupero non dipende tanto dalla dinamica del trauma, quanto dalla presenza e dall'entità di eventuali lesioni ossee o legamentari: una distorsione lieve, senza lesioni strutturali significative, può risolversi in pochi giorni, mentre una lesione legamentosa completa richiede tempi molto più lunghi, e una frattura associata cambia radicalmente il percorso. La valutazione clinica ed ecografica permette di stabilire quali legamenti siano coinvolti e con quale gravità; se il sospetto è una frattura, indirizza verso l'esame radiografico appropriato, dato che l'osso non è valutabile con l'ecografia. Il percorso di recupero si basa su un programma di esercizio progressivo che, oltre alla guarigione dei tessuti, deve ripristinare stabilità e controllo della caviglia: è il passaggio che riduce il rischio di nuove distorsioni, molto comune dopo il primo episodio.

L'ecografia

Quando è utile l'ecografia muscoloscheletrica?

L'ecografia muscoloscheletrica è utile ogni volta che serve valutare tendini, muscoli, legamenti o articolazioni, ad esempio dopo un trauma sportivo, in presenza di dolore persistente, o per guidare una terapia infiltrativa con precisione. La eseguo direttamente in studio a Modena, Maranello, Casalecchio di Reno e Carpi, nel corso della stessa visita. Approfondisci: ecografia per parte del corpo, costi e prenotazione.

Ecografia muscolotendinea, osteoarticolare, tendinea: che differenza c'è?

Nella pratica indicano lo stesso esame, l'ecografia muscoloscheletrica, chiamata in modi diversi a seconda della struttura che si vuole studiare. Nel nomenclatore nazionale, quello a cui fanno riferimento le impegnative, esistono infatti due voci distinte: ecografia osteoarticolare (codice 88.79.2), riferita alle articolazioni e alle strutture che le circondano, ed ecografia muscolotendinea (codice 88.79.3), riferita a muscoli e tendini. Nel nomenclatore aggiornato le due voci sono state unificate in un'unica prestazione, per singola articolazione o distretto muscolare. Sulle prescrizioni puoi quindi trovare scritto ecografia osteoarticolare, ecografia osteo-articolare, ecografia muscolotendinea, ecografia muscolo-tendinea, ecografia tendinea o semplicemente ecografia articolare: sono varianti dello stesso esame, che eseguo tutte. Permette di valutare in tempo reale lo stato di un tendine — spessore, struttura, presenza di calcificazioni o di lesioni — dei muscoli, dei legamenti e delle articolazioni, anche durante il movimento. È l'esame di riferimento per le tendinopatie, cioè le tendiniti, per le lesioni muscolari e per guidare con precisione le eventuali procedure infiltrative. Va distinta invece dall'ecografia delle parti molli o dei tessuti molli, che pur essendo un termine vicino viene prescritta soprattutto per lo studio di linfonodi, cisti, lipomi ed ernie, quindi per un'indicazione diversa.

Approfondisci: Quando è utile l'ecografia · Ecografia muscolare

La visita comprende anche l'ecografia?

Sì. Nella maggior parte dei casi l'ecografia si esegue in giornata, subito dopo la valutazione clinica, nella stessa seduta: non serve tornare un'altra volta né prenotare un appuntamento separato.

Ecografia spalla: quando è utile?

L'ecografia della spalla permette di valutare in tempo reale i tendini della cuffia dei rotatori, il capo lungo del bicipite, le borse sinoviali e le eventuali calcificazioni, individuando tendinopatie, lesioni parziali o complete e versamenti. Rispetto alla risonanza magnetica è più rapida, meno costosa e soprattutto dinamica: permette di osservare la spalla mentre si muove, cogliendo conflitti e instabilità che un esame statico non evidenzia.

Ecografia gomito: quando è utile?

L'ecografia del gomito è utile per valutare l'epicondilite (gomito del tennista) e l'epitrocleite (gomito del golfista), il tendine distale del bicipite, i legamenti collaterali e la presenza di versamento articolare. È un esame rapido e dinamico, che permette di confrontare direttamente il lato sintomatico con quello sano nella stessa seduta.

Ecografia polso e mano: quando è utile?

L'ecografia di polso e mano permette di valutare i tendini flessori ed estensori, il nervo mediano nel tunnel carpale, le cisti sinoviali e le tenosinoviti. È un esame dinamico, molto sensibile nel rilevare infiammazioni tendinee e compressioni nervose anche nei loro stadi iniziali.

Ecografia anca: quando è utile?

L'ecografia dell'anca è utile per individuare borsiti trocanteriche, tendinopatie degli adduttori e dell'ileopsoas e versamenti articolari. È un esame rapido, dinamico e ben tollerato, spesso risolutivo per orientare subito la diagnosi e il trattamento.

Ecografia ginocchio: quando è utile?

L'ecografia del ginocchio permette di valutare il tendine rotuleo e quadricipitale, i legamenti collaterali, le borse periarticolari, il versamento e la cisti di Baker. È un esame dinamico, che permette di osservare l'articolazione durante il movimento e orientare da subito la diagnosi e il trattamento più adatto.

Ecografia caviglia e piede: quando è utile?

L'ecografia di caviglia e piede è molto utile per valutare il tendine d'Achille, i tendini peronei, la fascia plantare e i legamenti laterali dopo una distorsione, oltre a individuare un eventuale neuroma di Morton. È un esame dinamico, che permette di valutare la stabilità dei legamenti mettendo in tensione l'articolazione durante la visita.

Ecografia muscolare: quando è utile?

L'ecografia muscolare è l'esame di prima scelta per valutare strappi, lesioni ed ematomi muscolari: è dinamica, permette di misurare con precisione l'estensione della lesione e di seguirne nel tempo la guarigione con esami di controllo, per pianificare un ritorno allo sport sicuro.

Approfondisci: Diagnosi delle lesioni muscolari

Le terapie

Cos'è un'infiltrazione ecoguidata?

L'infiltrazione ecoguidata — comunemente chiamata anche "la puntura" — è un'iniezione terapeutica eseguita sotto controllo ecografico diretto: la sonda permette di vedere in tempo reale la posizione dell'ago, così da raggiungere con precisione l'articolazione, il tendine o la struttura da trattare. Approfondisci: cosa dice la scienza, farmaci e sicurezza.

L'infiltrazione fa male?

No. Prima di procedere eseguo sempre un'anestesia locale della zona da trattare, quindi la procedura non risulta dolorosa. La guida ecografica permette inoltre di raggiungere il bersaglio con precisione millimetrica, riducendo al minimo il fastidio.

Quali farmaci usa per le infiltrazioni?

Riservo le infiltrazioni con cortisonici — il "cortisone", nel linguaggio comune — ai casi in cui sono strettamente necessarie in base al quadro clinico. Nella maggior parte dei casi preferisco impiegare acido ialuronico, peptidi di collagene, polinucleotidi e altri farmaci condroprotettivi e trofici, come supporto alla terapia riabilitativa.

Esegue solo infiltrazioni ecoguidate?

Sì, eseguo esclusivamente infiltrazioni sotto guida ecografica diretta: la sonda mi permette di vedere in tempo reale l'ago e la struttura da trattare, per la massima precisione nel raggiungere il punto corretto e per ridurre al minimo il rischio di complicanze.

Dopo un'infiltrazione o una procedura ecoguidata serve un periodo di recupero?

Nella maggior parte dei casi no. Le procedure vengono eseguite sotto guida ecografica con la massima precisione, senza comportare alcun danno alle strutture circostanti: solitamente il paziente può svolgere le sue normali attività appena esce dall'ambulatorio, senza bisogno di un periodo di recupero. Le indicazioni specifiche sui tempi di ripresa dell'attività sportiva vengono definite caso per caso.

Quanto dura il tempo di recupero da una lesione muscolare?

Al contrario di quanto si crede comunemente, il tempo di recupero da una lesione muscolare dipende più dal tipo di tessuto coinvolto che dall'estensione della lesione. Una lesione anche ampia, ma limitata al ventre muscolare, può guarire in tempi relativamente brevi. Se invece la lesione coinvolge la componente tendinea o mio-tendinea all'interno del muscolo — il punto in cui il tessuto muscolare si continua con il tendine — il tempo di recupero è molto più lungo, perché il tessuto tendineo si rigenera più lentamente di quello muscolare. Per questo la valutazione ecografica è determinante: permette di individuare con precisione quale struttura è coinvolta, e quindi di dare un'indicazione realistica sui tempi di recupero e sul percorso riabilitativo più adatto.

Approfondisci: Guida completa alle lesioni muscolari

Quando un problema ortopedico si può risolvere senza chirurgia?

Buona parte dei problemi ortopedici dello sportivo — tendinopatie, lesioni muscolari, capsulite adesiva, molte lesioni meniscali e legamentose, la maggior parte delle infiammazioni articolari — si risolve con un percorso conservativo, senza bisogno di chirurgia: valutazione clinica ed ecografica per capire con precisione qual è il problema, esercizio fisico adattato come terapia principale, ed eventuali infiltrazioni ecoguidate nei casi in cui servono per sbloccare il percorso di recupero. La chirurgia resta necessaria in una minoranza di casi selezionati — per esempio lesioni legamentose complete con instabilità importante, o fratture — e in quei casi indirizzo il paziente a un chirurgo ortopedico di fiducia con cui collaboro, per poi seguirlo nella riabilitazione dopo l'intervento.

Dopo un infortunio, quando posso tornare a correre?

Non esiste un tempo fisso valido per tutti: dipende dal tipo di infortunio, dai tessuti coinvolti e da come risponde il singolo paziente al trattamento. Il criterio che uso non è il calendario, ma il raggiungimento di obiettivi funzionali precisi — forza, controllo del movimento, assenza di dolore nei test specifici — verificati progressivamente durante il percorso di esercizio fisico adattato. Tornare a correre troppo presto, basandosi solo sul tempo trascorso invece che su questi obiettivi, è una delle cause più frequenti di recidiva — vale in particolare per condizioni come il ginocchio del corridore o la tendinite d'Achille.

Dopo la prima visita serve un controllo?

Dipende dall'evoluzione. Solitamente lascio un contatto al paziente, così può scrivermi come sta andando durante il percorso di recupero; sulla base di come risponde decidiamo insieme se è il caso di fissare un controllo in presenza o se si può proseguire così. Non prenoto quindi visite ravvicinate di routine: il ritmo dei controlli, quando servono, si adatta alla singola situazione.

Esegue anche idrodistensioni per la capsulite adesiva?

Sì, eseguo idrodistensioni ecoguidate per la capsulite adesiva (spalla congelata), che associo sempre a un protocollo riabilitativo che consegno al paziente per accompagnare il recupero della mobilità. Approfondisci →

Tratta anche le calcificazioni tendinee?

Sì, eseguo anche lavaggi percutanei ecoguidati delle calcificazioni tendinee, per favorire la rimozione del deposito calcifico e la riduzione del dolore.

In cosa consiste il lavaggio percutaneo ecoguidato delle calcificazioni?

È una procedura mininvasiva per trattare le calcificazioni tendinee, ad esempio a livello della spalla. Sotto guida ecografica, frammento la calcificazione con uno o più aghi e la lavo tramite irrigazione e aspirazione, così da ripulire il tessuto dal deposito calcifico. La procedura è sempre preceduta dall'anestesia locale della zona trattata e, a seconda del caso, prevede la contestuale infiltrazione di un blando cortisonico per ridurre l'infiammazione e velocizzare il recupero. Approfondisci →

Esegue anche la mesoterapia?

Sì, eseguo anche la mesoterapia, una tecnica di microiniezioni superficiali che utilizzo come trattamento complementare in ambito muscoloscheletrico.

L'esercizio fisico adattato sostituisce la terapia farmacologica o infiltrativa?

No, la affianca e spesso la completa. Diagnosi ed eventuale infiltrazione preparano il terreno, ma è un programma di esercizio costruito su misura, con un carico dosato e fatto progredire nel tempo, a consolidare il recupero e a ridurre il rischio di ricadute.

Visita, costi e sedi

Quanto costa una visita?

La visita con il Dott. Lucio D'Antonio, a Modena, Maranello, Casalecchio di Reno o Carpi, ha un costo di 130 euro ed è comprensiva di visita clinica, diagnosi ecografica e prescrizione del trattamento. Non si tratta quindi di prestazioni separate da sommare: nella stessa seduta valuto clinicamente il problema, eseguo l'esame ecografico necessario a chiarire la diagnosi e definisco il piano di cura.

Serve l'impegnativa per la visita o per l'ecografia?

No. Puoi fare sia la visita sia l'ecografia senza impegnativa: né per l'una né per l'altra è obbligatorio avere la prescrizione del medico di base. Si tratta di prestazioni private, in libera professione, che puoi prenotare direttamente contattando uno dei centri dove ricevo. Se hai già un'impegnativa perché il tuo medico ti ha prescritto un'ecografia osteoarticolare o muscolotendinea, portala pure: mi è utile per capire il quesito diagnostico che si poneva chi te l'ha prescritta. Ma non è un requisito per eseguire l'esame, e la sua assenza non ti impedisce di prenotare.

Cosa devo portare alla visita?

Porta con te tutta la documentazione medica precedente relativa al problema, comprese le immagini degli esami diagnostici già eseguiti — ecografie, risonanze magnetiche, radiografie — e non solo i referti scritti. Le immagini sono spesso più utili del referto per ricostruire l'evoluzione del problema nel tempo.

Tratta anche bambini e ragazzi giovani atleti?

Sì, valuto anche giovani sportivi, in particolare adolescenti che praticano sport a livello agonistico o comunque intenso. Nell'età dello sviluppo il sistema muscoloscheletrico ha caratteristiche diverse rispetto all'adulto — per esempio la maggiore vulnerabilità delle cartilagini di accrescimento — e richiede un'attenzione specifica sia nella diagnosi sia nell'impostazione del programma di esercizio. Per i pazienti minorenni la visita si svolge con la presenza di un genitore o di chi ne fa le veci.

Posso venire per un secondo parere su una diagnosi già ricevuta?

Sì, è una richiesta frequente e del tutto legittima. Se hai già una diagnosi o un referto di un altro specialista e vuoi un confronto, porta con te tutta la documentazione — comprese le immagini degli esami, non solo i referti scritti. Rivaluto il quadro clinico con la visita e con l'ecografia, e ti do un parere indipendente, che può confermare, integrare o discostarsi dalla valutazione precedente.

La fattura è detraibile o rimborsabile da un'assicurazione sanitaria?

Sì. Al termine della visita ricevi una fattura regolare, che puoi utilizzare sia per la detrazione fiscale nella dichiarazione dei redditi, sia per l'eventuale rimborso da parte di un fondo sanitario integrativo o di un'assicurazione privata, se la tua polizza lo prevede. Ti consiglio di verificare in anticipo con il tuo fondo o la tua assicurazione quali documenti richiedono, così da fornirti la fattura nel formato più adatto.

Segue solo atleti professionisti?

No. L'esperienza maturata con le squadre nazionali e ai Giochi Olimpici si applica allo stesso modo a sportivi amatoriali e a chiunque voglia recuperare il movimento e tornare alle proprie attività quotidiane in sicurezza.

Dove posso fare un'ecografia a Modena?

Eseguo ecografie a Modena presso il Poliambulatorio Maletti e il Coliseum Center, oltre che a Maranello, Casalecchio di Reno e Carpi. Se sulla tua impegnativa è scritto ecografia osteoarticolare, ecografia muscolotendinea, ecografia muscolo-tendinea o ecografia tendinea, si tratta dell'esame che eseguo: sono denominazioni diverse della stessa prestazione. L'ecografia viene eseguita direttamente nel corso della visita, senza necessità di un appuntamento separato: nella sezione Dove ricevo del sito trovi tutti i centri con i relativi contatti per prenotare.

Dove riceve il Dott. D'Antonio?

L'attività si svolge principalmente a Modena, presso il Poliambulatorio Maletti e il Coliseum Center, con disponibilità anche a Maranello (Poliambulatorio Privato B.C.P.), Casalecchio di Reno (FisioForYou) e Carpi (Poliambulatorio Privato FKT). Per essere visitato, contatta direttamente il centro più comodo per te: potrai prenotare chiamando o scrivendo alla struttura. Il Dott. D'Antonio è inoltre periodicamente attivo a Lisbona, in Portogallo.