Una fitta improvvisa al polpaccio, come una pietrata o un colpo ricevuto da dietro, durante uno scatto o una ripartenza: è il quadro tipico dello strappo al polpaccio. Può riguardare il gastrocnemio, detto anche gemello, e in particolare il suo capo mediale (il cosiddetto tennis leg o gamba del tennista), oppure il soleo, più profondo. In questa pagina trovi i tempi di recupero indicativi, cosa fare nei primi giorni, come distinguere uno strappo da una trombosi e come si torna allo sport.
Questa pagina approfondisce la guida alle lesioni muscolari. Per chi corre: gli infortuni del corridore.
Il polpaccio è formato da due muscoli principali che finiscono insieme nel tendine d'Achille. Il gastrocnemio è quello superficiale, con due capi, mediale (verso l'interno) e laterale (verso l'esterno), e parte sopra il ginocchio. Il soleo è più profondo e parte sotto il ginocchio1.
Per questo si lesionano in modi diversi. Il gastrocnemio cede di solito in una spinta esplosiva con il ginocchio disteso, per esempio in uno scatto, in un salto o in una ripartenza; il soleo soprattutto nei movimenti ripetuti con il ginocchio piegato1.
Il tennis leg è la lesione del capo mediale del gastrocnemio, nel punto in cui si appoggia sul soleo: circa due lesioni del polpaccio su tre si trovano qui2. Nonostante il nome, è frequente in tutti gli sport con scatti e cambi di direzione e anche fuori dallo sport. Si è creduto a lungo che fosse una rottura del muscolo plantare, un muscolo piccolo con un tendine lungo e sottile: in uno studio con ecografia su 141 persone con tennis leg, il plantare era rotto solo in 2 casi3.
Nello strappo il dolore compare in un momento preciso, spesso con la sensazione di aver ricevuto un colpo da dietro, e aumenta quando ti alzi sulle punte o spingi con il piede. Nella contrattura il dolore è più diffuso e compare gradualmente o il giorno dopo lo sforzo; il crampo passa in pochi minuti. Nella lesione del soleo i sintomi iniziali sono spesso più sfumati: un dolore profondo che può crescere durante la corsa, a volte senza un momento netto. I sintomi però non bastano a distinguere con certezza: lo fa l'ecografia.
Il primo quadro può essere una trombosi venosa, che va esclusa con un ecocolordoppler venoso il prima possibile: in uno studio su persone inviate con il sospetto di tennis leg, circa 1 su 10 aveva invece una trombosi3. Il secondo può essere una rottura del tendine d'Achille. Il dolore al polpaccio ha diverse cause che possono somigliare a uno strappo2.
Stiramento, strappo, elongazione e lesione sono parole diverse per la stessa cosa: un danno delle fibre del muscolo. La contrattura invece è un disturbo del muscolo senza fibre rotte, e per questo guarisce più in fretta.
Nel polpaccio, per stimare i tempi, conta soprattutto se la lesione coinvolge il tessuto connettivo del muscolo: le aponeurosi, lamine fibrose su cui si attaccano le fibre, e i tendini interni. Una classificazione basata sulla risonanza magnetica distingue quattro gradi, da 0 a 3, in base a quanto è coinvolto questo tessuto, e i tempi di ritorno crescono con il grado7. Per il gastrocnemio mediale esiste anche una classificazione basata sull'ecografia, che distingue cinque tipi in base alla sede rispetto all'aponeurosi8.
Molti referti usano ancora la scala da 1 a 3 (vecchia classificazione): primo grado con meno del 10% delle fibre coinvolte, secondo grado con una rottura parziale, terzo grado con una rottura estesa o completa1. Vedi la tabella dei tempi →
Capita anche di sentire lesione di basso grado, di medio grado o di alto grado. Sono modi di dire, non una classificazione ufficiale: in genere indicano una lesione lieve (primo grado, vecchia classificazione), moderata (secondo grado) ed estesa o completa (terzo grado). Anche con un grado basso, se la lesione rompe l'aponeurosi i tempi si allungano.
Il tempo di recupero dipende da due cose che il referto riporta: quanto è estesa la lesione e in quale punto si trova. La classificazione britannica (in sigla BAMIC) le riassume in un numero e in una lettera, per esempio 1a o 2c9. Per il polpaccio è stata studiata meno che per la coscia: i tempi della tabella vengono dagli studi su gastrocnemio e soleo che usano questa classificazione o criteri molto simili, cioè estensione della lesione e coinvolgimento delle lamine fibrose e dei tendini interni del muscolo7,10,11,12,13. Indicano il ritorno allo sport in atleti seguiti da staff medici: sono indicativi, e la stima per il tuo caso si fa dopo la visita e l'ecografia.
Come si legge la sigla. Il numero, da 0 a 4, dice quanto è estesa la lesione. La lettera dice dove si trova: a al bordo del muscolo, vicino alla fascia che lo avvolge (giunzione miofasciale); b dove il muscolo si unisce alla sua lamina fibrosa o al tendine (giunzione miotendinea o mioaponeurotica, quella tipica del tennis leg); c dentro il tendine o la lamina fibrosa.
| Sigla | Come si dice spesso | Cosa vuol dire | Ritorno allo sport |
|---|---|---|---|
| 0a · 0blieve | Contrattura, polpaccio indurito, lesione di grado 0 | Dolore senza fibre rotte visibili agli esami. | Circa 1 settimanaIn media 8 giorni. |
| 1alieve | Primo grado (vecchia classificazione), lesione di basso grado, stiramento lieve | Piccola lesione al bordo del muscolo. | 2–2,5 settimaneIn media 16–17 giorni. |
| 1blieve, vicino alla lamina fibrosa | Primo grado (vecchia classificazione), lesione di basso grado, piccolo tennis leg | Piccola lesione dove il muscolo si attacca alla sua lamina fibrosa. | Meno di 3 settimaneNei calciatori le lesioni di grado 1 sono tornate in meno di 3 settimane. |
| 2amoderata | Secondo grado (vecchia classificazione), lesione di medio grado, strappo | Lesione moderata al bordo del muscolo. | Circa 3 settimaneNel rugby le lesioni al bordo del muscolo hanno richiesto in media 20 giorni. |
| 2bmoderata, vicino alla lamina fibrosa | Secondo grado (vecchia classificazione), lesione di medio grado, tennis leg | Lesione moderata dove il muscolo si attacca alla lamina fibrosa, che è coinvolta in parte. | 3,5–4 settimaneIn media 25–27 giorni. |
| 2cmoderata, nel tendine | Secondo grado o medio grado con interessamento del tendine o dell'aponeurosi | La lesione entra nel tendine interno del soleo o nella lamina fibrosa del gastrocnemio. | 4,5–7 settimaneIn media 31–47 giorni. |
| 3a · 3bestesa | Lesione di alto grado, secondo grado esteso (vecchia classificazione) | Lesione estesa del muscolo o della giunzione; tendine e lamine fibrose integri. | Più di 3 settimanePochi dati: nei calciatori le lesioni di grado 2–4 sono tornate dopo più di 3 settimane. |
| 3cestesa, nel tendine | Lesione di alto grado con rottura del tendine o dell'aponeurosi | Lesione estesa con rottura del tessuto connettivo del muscolo: tendine interno o lamina fibrosa. | Circa 7 settimaneIn media 48 giorni. |
| 4 · 4crottura completa | Terzo grado (vecchia classificazione), rottura completa del gemello | Il muscolo, per esempio il capo mediale del gastrocnemio, è rotto da parte a parte. | 6–12 settimane e piùRara. L'intervento serve solo in casi rari. |
Fonti dei dati in tabella: bibliografia 1, 7, 10–14.
In sintesi, per chi ha solo il grado: lesione di basso grado (primo grado, vecchia classificazione) circa 2–3 settimane; lesione di medio grado (secondo grado) circa 3–4 settimane, 4,5–7 se entra nel tendine o nella lamina fibrosa; lesione di alto grado circa 7 settimane o più; rottura completa, 6–12 settimane e più. In generale le lesioni lievi e moderate richiedono 2–6 settimane, quelle gravi 6–12 settimane13. Nelle revisioni cliniche il tennis leg, anche fuori dallo sport professionistico, richiede in genere 6–12 settimane15.
Allungano i tempi anche le lesioni avvenute correndo, l'età più alta e le ricadute5,11,16. Le ricadute sono frequenti nei primi mesi: negli atleti professionisti quasi 8 ricadute del gastrocnemio su 10 sono arrivate entro 6 mesi5, e quelle arrivate prima del recupero completo hanno richiesto in media circa 47 giorni17.
Tre situazioni guariscono più lentamente o si ripresentano più spesso. Se il referto le nomina, i tempi della tabella vanno rivisti verso l'alto.
La parte bassa della lamina fibrosa del gemello mediale, che prosegue verso il tendine d'Achille.
Le lesioni che la coinvolgono hanno i tempi più lunghi tra quelle del tennis leg8. Quando la lamina fibrosa è rotta in modo esteso, in media circa 31 giorni contro 19 senza rottura11.
In profondità, al centro del soleo.
È la sede con la prognosi peggiore nel soleo: in media circa 44 giorni, contro circa 19 per le lesioni sul lato esterno14. È profonda: se l'ecografia non chiarisce, la risonanza è l'esame giusto18.
Tra i due muscoli, quando non scorrono più insieme.
Un ematoma tra i due muscoli e un movimento non coordinato tra gastrocnemio e soleo, visibili in ecografia mentre muovi la caviglia, compaiono quando la lamina fibrosa è lesionata per più di metà della larghezza e indicano tempi più lunghi8. In questi casi a volte si valuta un periodo con tutore o lo svuotamento dell'ematoma13.
Interpretare un'ecografia o una risonanza ed eseguire test funzionali è alla base di una buona diagnosi, da cui dipendono i tempi di recupero effettivi e il percorso di riabilitazione. Se abiti lontano o non puoi spostarti, la visita si fa in videochiamata (televalutazione): guardiamo insieme le immagini di ecografia e risonanza e leggiamo insieme il referto, poi faccio l'anamnesi, eseguiamo test funzionali specifici e definiamo i tuoi obiettivi funzionali e sportivi. Su questa base preparo il tuo piano riabilitativo, da seguire con un fisioterapista vicino a te. Costa 75 €, piano incluso. Come funziona →
È la lamina fibrosa su cui il capo mediale del gastrocnemio si appoggia al soleo, e che più in basso diventa tendine. Quando la lesione coinvolge più di metà della sua larghezza o la parte libera, che prosegue verso il tendine d'Achille, i tempi si allungano; in questi casi l'ecografia mostra spesso un ematoma tra i due muscoli e un movimento non coordinato tra gastrocnemio e soleo mentre muovi la caviglia8.
È profondo e ha diverse lamine fibrose e un tendine centrale interno. Le lesioni si dividono quasi a metà tra quelle ai bordi del muscolo e quelle vicine ai tendini interni18. Allungano i tempi le lesioni profonde, quelle alla giunzione tra muscolo e tendine e quelle che coinvolgono più muscoli19. Negli atleti di football australiano il soleo è stato il muscolo del polpaccio lesionato più spesso16.
Si lesiona meno spesso del mediale: in alcune casistiche fino a circa 1 caso su 72; negli atleti professionisti circa 2 lesioni del gastrocnemio su 105.
La diagnosi parte dalla visita: come è successo, dove fa male, quanto dolore danno il salire sulle punte e l'allungamento del polpaccio, con il ginocchio disteso e piegato, quanta forza manca rispetto all'altra gamba. L'ecografia, idealmente 48 ore dopo l'infortunio, mostra quale muscolo è lesionato, in quale punto e per quale estensione, e permette di seguire la guarigione nel tempo20.
Per il soleo la risonanza ha un ruolo più importante: è profondo e le lesioni piccole sono più difficili da vedere in ecografia, anche se un esame accurato, che segue la sua anatomia, aumenta le possibilità di trovarle18. Se i sintomi e i test indicano il soleo e l'ecografia non chiarisce, la risonanza è l'esame giusto.
Visita ed ecografia si fanno nella stessa seduta: ecografia muscolare a Modena →
Le parole più frequenti nei referti di uno strappo al polpaccio, spiegate in modo semplice.
Il referto va sempre letto insieme alla visita: la stessa parola può indicare situazioni diverse. Se abiti lontano, posso valutare il referto e le immagini anche in videochiamata: valutazione a distanza →
Il recupero si basa su un carico progressivo: esercizi di forza per il polpaccio, prima su due gambe e poi su una, con il ginocchio disteso per il gastrocnemio e piegato per il soleo, poi salti, corsa e cambi di direzione. Il carico cresce per gradi, senza sollecitare troppo il tessuto in guarigione, e il ritorno si decide in base alla funzione, non solo alla scomparsa del dolore1,15. Si torna allo sport quando i test sono superati: niente dolore, forza e resistenza del polpaccio simili all'altra gamba, corsa alla massima velocità e gesti del proprio sport.
Il rischio di ricaduta è più alto negli atleti più anziani e in chi ha già avuto uno strappo al polpaccio11, ed è concentrato nei primi mesi5: per questo serve completare il rinforzo anche dopo la scomparsa del dolore.
È il trattamento con più prove nelle lesioni muscolari. Iniziare presto e aumentare il carico per gradi accorcia il ritorno allo sport6.
Utile per il dolore nei primi giorni, senza esagerare; non accelera la guarigione4.
A parte casi estremamente rari, non ha senso usarle. Nello studio più autorevole sulle lesioni muscolari acute non hanno dato vantaggi rispetto a un'iniezione di soluzione fisiologica21; le revisioni trovano al massimo un piccolo vantaggio, con prove di qualità bassa22.
Quasi tutti gli strappi al polpaccio guariscono senza intervento; si valuta solo in casi rari di rottura completa del capo mediale del gastrocnemio1.
Tempi di recupero
Dipende dall'estensione e dalla sede. Tempi medi indicativi negli atleti: circa 1 settimana se gli esami non mostrano una lesione, 2–3 settimane per una lesione lieve, 3–4 settimane per una moderata, circa 7 settimane quando si rompe il tessuto connettivo del muscolo. Nelle revisioni cliniche il tennis leg richiede in genere 6–12 settimane. La stima per il tuo caso si fa dopo la visita e l'ecografia. Vedi la tabella dei tempi →
Fermo del tutto solo pochi giorni: camminare senza dolore torna in genere in circa 3 giorni, ed esercizi dolci si iniziano presto. Il ritorno allo sport richiede in media da 2–3 settimane per le lesioni lievi a circa 7 settimane per quelle che rompono il tessuto connettivo. Si torna quando sono soddisfatti i criteri, non a una data fissa. Tabella dei tempi →
"Stiramento" non indica una lesione più lieve: è solo un altro nome per la lesione muscolare, e "gemello" è un altro nome del gastrocnemio. Se il danno è piccolo servono in media 2–3 settimane; se coinvolge l'aponeurosi, la lamina fibrosa del muscolo, i tempi si allungano fino a circa 7 settimane.
È la lesione del capo mediale del gastrocnemio, nel punto in cui si appoggia sul soleo; nonostante il nome capita in tutti gli sport e anche fuori dallo sport. Negli atleti professionisti si torna a giocare in circa 3 settimane; nelle revisioni cliniche si indicano in genere 6–12 settimane. Conta molto quanto è coinvolta l'aponeurosi. Approfondisci →
Negli atleti professionisti in media circa 3–4 settimane, con grande variabilità. Richiedono più tempo le lesioni profonde, quelle vicine ai tendini interni del muscolo e quelle che coinvolgono più muscoli. La sede peggiore è il tendine centrale del soleo: in media circa 44 giorni, contro circa 19 per le lesioni sul lato esterno. Approfondisci →
Sono modi di dire, non una classificazione ufficiale. In genere "basso grado" indica una lesione lieve (primo grado, vecchia classificazione): in media 2–3 settimane. "Medio grado" una lesione moderata (secondo grado): circa 3–4 settimane. "Alto grado" una lesione estesa o completa (terzo grado): circa 7 settimane o più. Se la lesione rompe l'aponeurosi i tempi si allungano anche con un grado basso. Approfondisci →
"Primo, secondo o terzo grado" è la vecchia classificazione: primo grado con meno del 10% delle fibre coinvolte, secondo con una rottura parziale, terzo con una rottura estesa o completa. Per stimare i tempi conta soprattutto se è coinvolto il tessuto connettivo del muscolo: da 2–3 settimane per le lesioni lievi a circa 7 settimane quando si rompe. Approfondisci →
Sono lesioni dove il muscolo si attacca alla sua lamina fibrosa, la sede tipica del tennis leg: piccola (1b) o moderata (2b). Le lesioni piccole tornano in genere in meno di 3 settimane; quelle moderate, con la lamina fibrosa coinvolta in parte, in media dopo 25–27 giorni, cioè 3,5–4 settimane. Vedi la tabella dei tempi →
Sono lesioni che entrano nel tendine interno del soleo o nella lamina fibrosa del gastrocnemio, moderate (2c) o estese (3c). Negli studi su atleti hanno richiesto in media 31–47 giorni le moderate, circa 7 settimane quelle con rottura estesa del tessuto connettivo. Vedi la tabella dei tempi →
È la sede con la prognosi peggiore nel soleo: in media circa 44 giorni per tornare allo sport, contro circa 19 per le lesioni sul lato esterno del muscolo. È profonda: se l'ecografia non chiarisce, la risonanza è l'esame giusto. Punti vulnerabili →
La corsa leggera si riprende quando camminare, salire le scale e alzarti sulle punte non fanno più male, e la forza del polpaccio è vicina a quella dell'altra gamba. Negli atleti professionisti con lesione del gastrocnemio la corsa quasi alla massima velocità torna in media dopo circa 2 settimane. Gli strappi avvenuti correndo richiedono più tempo.
Le ricadute sono frequenti nei primi mesi: negli atleti professionisti quasi 8 su 10 sono arrivate entro 6 mesi. Il rischio è più alto con l'età e in chi ha già avuto uno strappo al polpaccio. Il motivo più comune è tornare a correre prima di aver recuperato forza e resistenza. Approfondisci →
Primi giorni e sintomi
È il quadro tipico dello strappo. Fermati, proteggi la gamba evitando i movimenti che fanno male, usa una fascia elastica e tieni la gamba sollevata. Il ghiaccio può servire per il dolore; evita stretching, massaggi forti e antinfiammatori presi di routine. Cammina se non fa male. L'ecografia è più utile idealmente 48 ore dopo l'infortunio. Approfondisci →
Sì, se non fa male: camminare aiuta la guarigione, e negli atleti si torna a camminare senza dolore in pochi giorni. Zoppicare nei primi giorni è frequente. Se non riesci ad appoggiare il piede o a stare sulle punte, serve una visita.
Lo strappo compare in un momento preciso durante uno sforzo, con una fitta netta. La trombosi venosa dà spesso un polpaccio gonfio, caldo, a volte arrossato, con dolore anche a riposo e senza un momento di strappo, soprattutto dopo viaggi lunghi, interventi o immobilità. Nel dubbio serve subito un ecocolordoppler venoso: in uno studio su persone con sospetto tennis leg, circa 1 su 10 aveva invece una trombosi. Approfondisci →
Di solito no: il sangue della lesione scende verso il basso per gravità e il livido compare spesso dopo qualche giorno. Da solo non dice quanto è grave la lesione. Se il polpaccio è molto gonfio, teso o caldo, fai una visita.
Nei primi giorni sì: gonfiore e indurimento sono frequenti, a volte per un ematoma tra gastrocnemio e soleo. Se il gonfiore aumenta, il polpaccio è caldo o fa male anche a riposo, va esclusa una trombosi. Se dopo alcune settimane resta una zona dura o dolorosa, un controllo ecografico aiuta a capire come sta guarendo.
Nello strappo il dolore è improvviso, in un momento preciso, spesso come un colpo ricevuto da dietro, e aumenta quando ti alzi sulle punte. Nella contrattura il dolore è più diffuso e compare gradualmente o il giorno dopo. Il crampo passa in pochi minuti. A distinguerli con certezza è l'ecografia. Approfondisci →
Nei primi giorni no: massaggi forti sulla lesione non accelerano la guarigione e possono fare male. Il trattamento con più prove è l'esercizio con carico progressivo, impostato in base alla sede e all'estensione della lesione.
Anatomia, diagnosi e referto
Raramente. Si è creduto a lungo che il tennis leg fosse una rottura del plantare, un muscolo piccolo con un tendine sottile; in realtà nella grande maggioranza dei casi è lesionato il capo mediale del gastrocnemio. In uno studio su 141 persone, il plantare era rotto solo in 2. Approfondisci →
Per il gastrocnemio e il tennis leg l'ecografia: si fa durante la visita, è dinamica e mostra il coinvolgimento dell'aponeurosi, utile per stimare i tempi. Per il soleo, più profondo, la risonanza ha un ruolo più importante quando i sintomi indicano il soleo e l'ecografia non chiarisce. Approfondisci →
L'aponeurosi è la lamina fibrosa su cui si attaccano le fibre del muscolo: se è interrotta per più di metà della larghezza, i tempi si allungano. La falda fluida è liquido o sangue tra i due muscoli; può esserci anche senza fibre rotte. Come leggere il referto →
Terapie e visita
A parte casi estremamente rari, non ha senso usarle. Nello studio più autorevole sulle lesioni muscolari acute non hanno dato vantaggi rispetto a un'iniezione di soluzione fisiologica. La riabilitazione con carico progressivo resta il trattamento con più prove. Approfondisci →
Sì. Con la televalutazione in videochiamata guardiamo insieme le immagini di ecografia e risonanza e leggiamo insieme il referto. Poi faccio l'anamnesi, eseguiamo test funzionali specifici e definiamo gli obiettivi funzionali e sportivi. Sulla base di tutto questo ti preparo il piano riabilitativo, da seguire con un fisioterapista vicino a casa o in teleriabilitazione. Costa 75 €, piano riabilitativo incluso. Valutazione a distanza →
Visita ed ecografia si fanno nella stessa seduta nei centri dove ricevo, a Modena, Maranello, Casalecchio di Reno e Carpi. Ecografia muscolare a Modena →
I contenuti di questa pagina sono basati sulla letteratura scientifica citata di seguito. Tocca una voce per vedere la citazione completa.
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Visita clinica ed ecografia nella stessa seduta, per capire quale muscolo e quale punto sono coinvolti e impostare un recupero su misura.