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Domande frequenti

Le domande più comuni sulla visita e sulle terapie

Cos'è un'infiltrazione ecoguidata?

È un'iniezione terapeutica eseguita sotto controllo ecografico diretto: la sonda permette di vedere in tempo reale la posizione dell'ago, così da raggiungere con precisione l'articolazione, il tendine o la struttura da trattare.

Quando è utile l'ecografia muscoloscheletrica?

È utile ogni volta che serve valutare tendini, muscoli, legamenti o articolazioni, ad esempio dopo un trauma sportivo, in presenza di dolore persistente, o per guidare una terapia infiltrativa con precisione.

Segue solo atleti professionisti?

No. L'esperienza maturata con le squadre nazionali e ai Giochi Olimpici si applica allo stesso modo a sportivi amatoriali e a chiunque voglia recuperare il movimento e tornare alle proprie attività quotidiane in sicurezza.

L'esercizio fisico adattato sostituisce la terapia farmacologica o infiltrativa?

No, la affianca e spesso la completa. Diagnosi ed eventuale infiltrazione preparano il terreno, ma è un programma di esercizio costruito su misura, con un carico dosato e fatto progredire nel tempo, a consolidare il recupero e a ridurre il rischio di ricadute.

La visita comprende anche l'ecografia?

Sì, la valutazione clinica è generalmente affiancata dall'ecografia, quando utile a chiarire la diagnosi o a guidare il trattamento.

Esegue solo infiltrazioni ecoguidate?

Sì, eseguo esclusivamente infiltrazioni sotto guida ecografica diretta: la sonda mi permette di vedere in tempo reale l'ago e la struttura da trattare, per la massima precisione nel raggiungere il punto corretto e per ridurre al minimo il rischio di complicanze.

Quali farmaci usa per le infiltrazioni?

Riservo le infiltrazioni con cortisonici ai casi in cui sono strettamente necessarie in base al quadro clinico. Nella maggior parte dei casi preferisco impiegare acido ialuronico, peptidi di collagene, polinucleotidi e altri farmaci condroprotettivi e trofici, come supporto alla terapia riabilitativa.

Esegue anche idrodistensioni per la capsulite adesiva?

Sì, eseguo idrodistensioni ecoguidate per la capsulite adesiva (spalla congelata), che associo sempre a un protocollo riabilitativo che consegno al paziente per accompagnare il recupero della mobilità.

Tratta anche le calcificazioni tendinee?

Sì, eseguo anche lavaggi percutanei ecoguidati delle calcificazioni tendinee, per favorire la rimozione del deposito calcifico e la riduzione del dolore.

Esegue anche la mesoterapia?

Sì, eseguo anche la mesoterapia, una tecnica di microiniezioni superficiali che utilizzo come trattamento complementare in ambito muscoloscheletrico.

Ecografia spalla: quando è utile?

L'ecografia della spalla permette di valutare in tempo reale i tendini della cuffia dei rotatori, il capo lungo del bicipite, le borse sinoviali e le eventuali calcificazioni, individuando tendinopatie, lesioni parziali o complete e versamenti. Rispetto alla risonanza magnetica è più rapida, meno costosa e soprattutto dinamica: permette di osservare la spalla mentre si muove, cogliendo conflitti e instabilità che un esame statico non evidenzia.

Ecografia gomito: quando è utile?

L'ecografia del gomito è utile per valutare l'epicondilite (gomito del tennista) e l'epitrocleite (gomito del golfista), il tendine distale del bicipite, i legamenti collaterali e la presenza di versamento articolare. È un esame rapido e dinamico, che permette di confrontare direttamente il lato sintomatico con quello sano nella stessa seduta.

Ecografia polso e mano: quando è utile?

L'ecografia di polso e mano permette di valutare i tendini flessori ed estensori, il nervo mediano nel tunnel carpale, le cisti sinoviali e le tenosinoviti. È un esame dinamico, molto sensibile nel rilevare infiammazioni tendinee e compressioni nervose anche nei loro stadi iniziali.

Ecografia anca: quando è utile?

L'ecografia dell'anca è utile per individuare borsiti trocanteriche, tendinopatie degli adduttori e dell'ileopsoas e versamenti articolari. È un esame rapido, dinamico e ben tollerato, spesso risolutivo per orientare subito la diagnosi e il trattamento.

Ecografia ginocchio: quando è utile?

L'ecografia del ginocchio permette di valutare il tendine rotuleo e quadricipitale, i legamenti collaterali, le borse periarticolari, il versamento e la cisti di Baker. È un esame dinamico, che permette di osservare l'articolazione durante il movimento e orientare da subito la diagnosi e il trattamento più adatto.

Ecografia caviglia e piede: quando è utile?

L'ecografia di caviglia e piede è molto utile per valutare il tendine d'Achille, i tendini peronei, la fascia plantare e i legamenti laterali dopo una distorsione, oltre a individuare un eventuale neuroma di Morton. È un esame dinamico, che permette di valutare la stabilità dei legamenti mettendo in tensione l'articolazione durante la visita.

Ecografia muscolare: quando è utile?

L'ecografia muscolare è l'esame di prima scelta per valutare strappi, lesioni ed ematomi muscolari: è dinamica, permette di misurare con precisione l'estensione della lesione e di seguirne nel tempo la guarigione con esami di controllo, per pianificare un ritorno allo sport sicuro.

Tendinopatia achillea: quando è frequente e cosa la scatena?

È una condizione molto comune in chi corre (podisti, mezzofondisti, maratoneti) e in chi pratica sport con salti ripetuti come pallavolo e basket. Il dolore si manifesta tipicamente nella fase di spinta della corsa, salendo le scale, nei balzi e nei cambi di ritmo, ed è spesso più intenso e rigido al mattino, nei primi passi dopo essersi alzati dal letto. Il primo passo fondamentale è la valutazione clinica con esame ecografico, per capire lo stato reale del tendine. Sulla base di questo si stabilisce il carico giusto da dare in fase di recupero: il caposaldo della terapia è l'esercizio fisico adattato, che fornisce lo stimolo corretto perché il tendine si rinforzi e sia in grado di gestire il carico specifico dello sport e delle attività quotidiane. Come terapia di supporto, in alcuni casi si possono affiancare procedure interventistiche ecoguidate.

Tendinopatia rotulea: quando è frequente e cosa la scatena?

Conosciuta anche come "ginocchio del saltatore", è frequente in pallavolo, basket e atletica, sport con salti ripetuti. Il dolore è localizzato alla punta della rotula e si accentua nello stacco e nell'atterraggio dai salti, nella fase di discesa dello squat, e scendendo le scale o un pendio. Il primo passo fondamentale è la valutazione clinica con esame ecografico, per capire lo stato reale del tendine. Sulla base di questo si stabilisce il carico giusto da dare in fase di recupero: il caposaldo della terapia è l'esercizio fisico adattato, che fornisce lo stimolo corretto perché il tendine si rinforzi e sia in grado di gestire il carico specifico dello sport e delle attività quotidiane. Come terapia di supporto, in alcuni casi si possono affiancare procedure interventistiche ecoguidate.

Tendinopatia ischiatica: quando è frequente e cosa la scatena?

Colpisce spesso velocisti, ostacolisti, ballerini e chi pratica sport con sprint ripetuti e cambi di direzione. Il dolore è profondo, nella parte alta e posteriore della coscia, vicino alla natica, e si accentua durante lo sprint, negli affondi, nello stretching in allungo e restando seduti a lungo. Il primo passo fondamentale è la valutazione clinica con esame ecografico, per capire lo stato reale del tendine. Sulla base di questo si stabilisce il carico giusto da dare in fase di recupero: il caposaldo della terapia è l'esercizio fisico adattato, che fornisce lo stimolo corretto perché il tendine si rinforzi e sia in grado di gestire il carico specifico dello sport e delle attività quotidiane. Come terapia di supporto, in alcuni casi si possono affiancare procedure interventistiche ecoguidate.

Fascite plantare: quando è frequente e cosa la scatena?

È comune in chi corre, cammina su lunghe distanze o si allena spesso su terreni duri. Il dolore tipico è sotto il tallone, più intenso nei primi passi del mattino o dopo un periodo di riposo, tende ad attenuarsi con il movimento per poi ripresentarsi a fine giornata, ed è spesso accentuato camminando scalzi o su superfici rigide. Il primo passo fondamentale è la valutazione clinica con esame ecografico, per capire lo stato reale del fascia plantare. Sulla base di questo si stabilisce il carico giusto da dare in fase di recupero: il caposaldo della terapia è l'esercizio fisico adattato, che fornisce lo stimolo corretto perché il fascia plantare si rinforzi e sia in grado di gestire il carico specifico dello sport e delle attività quotidiane. Come terapia di supporto, in alcuni casi si possono affiancare procedure interventistiche ecoguidate.

Epicondilite: quando è frequente e cosa la scatena?

È tipica di chi gioca a tennis, soprattutto nel colpo di rovescio, ma anche di chi lavora ripetutamente con polso e avambraccio (attività manuali, uso prolungato del mouse). Il dolore si trova sulla parte esterna del gomito e si accentua stringendo oggetti, sollevando pesi con il palmo rivolto verso il basso o ruotando il polso, ad esempio avvitando o stringendo una mano. Il primo passo fondamentale è la valutazione clinica con esame ecografico, per capire lo stato reale del tendine. Sulla base di questo si stabilisce il carico giusto da dare in fase di recupero: il caposaldo della terapia è l'esercizio fisico adattato, che fornisce lo stimolo corretto perché il tendine si rinforzi e sia in grado di gestire il carico specifico dello sport e delle attività quotidiane. Come terapia di supporto, in alcuni casi si possono affiancare procedure interventistiche ecoguidate.

Epitrocleite: quando è frequente e cosa la scatena?

È frequente nei golfisti, ma anche negli sport di lancio e nel sollevamento pesi. Il dolore si trova sulla parte interna del gomito e si accentua nei movimenti di flessione del polso e nella presa forte, come nello swing del golf o nel sollevamento con presa a martello. Il primo passo fondamentale è la valutazione clinica con esame ecografico, per capire lo stato reale del tendine. Sulla base di questo si stabilisce il carico giusto da dare in fase di recupero: il caposaldo della terapia è l'esercizio fisico adattato, che fornisce lo stimolo corretto perché il tendine si rinforzi e sia in grado di gestire il carico specifico dello sport e delle attività quotidiane. Come terapia di supporto, in alcuni casi si possono affiancare procedure interventistiche ecoguidate.

Tendinopatia della cuffia dei rotatori: quando è frequente e come si tratta?

È molto frequente in chi pratica sport che richiedono il movimento ripetuto del braccio sopra la testa, come pallavolo, nuoto, tennis e pallamano, ma anche in chi svolge lavori manuali con le braccia sollevate o, con il passare degli anni, per cause degenerative legate all'età. Può associarsi a lesioni parziali o complete dei tendini della cuffia: solo alcuni casi selezionati, individuati sulla base della valutazione clinica ed ecografica, richiedono un trattamento chirurgico. Nella maggior parte dei casi il trattamento si basa in modo imprescindibile sull'esercizio fisico adattato, mirato a correggere la postura, rinforzare i tendini stessi e rieducare il gesto motorio specifico dello sport o dell'attività svolta.

Capsulite adesiva o spalla congelata: come si tratta?

La capsulite adesiva, conosciuta anche come spalla congelata, è una condizione caratterizzata da dolore e da una progressiva rigidità della spalla, con una marcata limitazione dei movimenti sia attivi che passivi. La tratto con idrodistensione ecoguidata: eseguo un'infiltrazione articolare sotto guida ecografica con cortisonico ad alto volume, un trattamento considerato il gold standard per ottenere una rapida ripresa funzionale e la risoluzione del dolore. Dopo la procedura, rilascio al paziente un protocollo di esercizi adattato alla sua situazione specifica, da svolgere in affiancamento a un percorso di fisioterapia con un professionista.

In cosa consiste il lavaggio percutaneo ecoguidato delle calcificazioni?

È una procedura mininvasiva per trattare le calcificazioni tendinee, ad esempio a livello della spalla. Sotto guida ecografica, frammento la calcificazione con uno o più aghi e la lavo tramite irrigazione e aspirazione, così da ripulire il tessuto dal deposito calcifico. La procedura è sempre preceduta dall'anestesia locale della zona trattata e, a seconda del caso, prevede la contestuale infiltrazione di un blando cortisonico per ridurre l'infiammazione e velocizzare il recupero.

Dove riceve il Dott. D'Antonio?

L'attività si svolge principalmente a Modena, presso il Poliambulatorio Maletti e il Coliseum Center, con disponibilità anche a Maranello (B.C.P. Center), Bologna (FisioForYou) e Carpi (Centro FKT). Per essere visitato, contatta direttamente il centro più comodo per te: potrai prenotare chiamando o scrivendo alla struttura. Il Dott. D'Antonio è inoltre periodicamente attivo a Lisbona, in Portogallo.